Pompelmo: un incrocio tra arancio dolce e pomelo
Il pompelmo (Citrus × paradisi) è un agrume, un albero sempreverde del genere Citrus. Il segno “×” indica che è comparso probabilmente come ibrido naturale e poi selezionato in coltivazione, è infatti considerato un incrocio tra arancio dolce (Citrus sinensis) e pomelo/pummelo (Citrus maxima).
È un albero che può arrivare fino a 15 m, con chioma ampia e densa. I rami possono essere relativamente poco spinosi (o quasi privi di spine in alcune forme coltivate).
Le foglie sono ovoidali, lucide, robuste e in parte coriacee, di colore verde scuro, con margine appena inciso; il picciolo è alato, con ali talvolta larghe fino a circa un terzo della foglia.
I fiori, bianchi e profumati, singoli o in grappoli, hanno diametro in genere 4–5 cm e corolla bianca.
Il frutto è un esperidio grande, spesso ovoidale o piriforme, con diametro generalmente 8–15 cm. La buccia relativamente sottile, ricca di ghiandole aromatiche, può risultare marcatamente amara. La polpa è molto succosa, dal colore giallo pallido al rosa (fino a tonalità più intense in alcune selezioni). Il sapore sta tra dolce e amaro con una componente acidula.
Il pompelmo contiene flavonoidi, tra cui è particolarmente importante la naringina, un glicoside responsabile del tipico gusto amarognolo;
Nelle varietà a polpa rosata/rossa il colore è legato ai carotenoidi (tra cui licopene e beta-carotene).
Nel pompelmo è presente anche bergamottina, una furanocumarina nota perché può interferire con il metabolismo di alcuni farmaci (il cosiddetto “effetto pompelmo”). Per questo, chi segue terapie dovrebbe chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di consumare pompelmo regolarmente, soprattutto sotto forma di succo.
Origine e diffusione
Si ritiene che il pompelmo abbia avuto origine da un incrocio naturale avvenuto nelle Indie Occidentali, con prime segnalazioni storiche legate a Barbados (circa 1750) e successivamente Giamaica (fine Settecento).
Il nome “grapefruit” è documentato all’inizio dell’Ottocento. Nel corso del XIX secolo la coltura viene introdotta in Florida e dal 1880 si sviluppa la coltivazione commerciale negli Stati Uniti.
Usi alimentari
Il pompelmo è apprezzato come frutto “da colazione”, consumato fresco o in spremuta. Ha un buon contenuto di vitamina C e, rispetto ad altri agrumi, presenta il vantaggio di una buona conservabilità. È utilizzato anche per marmellate e altri trasformati, dove l’equilibrio tra amaro e dolce diventa una componente aromatica caratteristica.
Produzione e varietà coltivate
A livello internazionale i principali produttori includono USA (storicamente Florida e Texas) e Israele, seguiti da altri paesi a vocazione agrumicola.
La selezione varietale ha dato origine a molte forme: oltre ai pompelmi a frutto giallo sono diffuse cultivar a polpa rosata/rossa.
Tra le varietà note in ambito commerciale si citano spesso ‘Duncan’, ‘White Marsh’ e ‘Marsh Seedless’ (apirena). Esiste inoltre un incrocio tra il pompelmo e il mandarino, noto come “Tangellos”.
Palermo e il paesaggio storico degli agrumi
Palermo è storicamente legata agli agrumi attraverso il paesaggio della Conca d’Oro, dove giardini irrigui e colture specializzate hanno costruito nei secoli una vera identità agraria e culturale. In questo contesto il pompelmo, più “recente” rispetto ad arancio e limone, trova comunque condizioni ideali: lo si incontra in giardini privati, in impianti periurbani e soprattutto in contesti di collezione.
All’Orto Botanico di Palermo il pompelmo si inserisce nel racconto della diversità del genere Citrus: è una specie/ibrido perfetta per mostrare al pubblico come, accanto alle specie “classiche”, la storia degli agrumi sia fatta anche di ibridazioni, selezioni e varietà dai frutti diversi per forma, colore e sapore.
Dal vivo si possono osservare dettagli diagnostici come il picciolo alato, i fiori bianchi riuniti in grappoli e gli esperidi che cambiano tonalità dal giallo al rosato a seconda della varietà.



